Open Innovation, Co – Innovation o Cross Innovation

Open Innovation, Co – Innovation o Cross Innovation

Si è parlato in un precedente articolo di cosa è l’Open Innovation e come è nata. Riprendendo brevemente la definizione di Chesbrough, possiamo  definire l’Open Innovation come:

un paradigma che afferma che le imprese possono e debbono fare ricorso ad idee esterne, così come a quelle interne, ed accedere con percorsi interni ed esterni ai mercati se vogliono progredire nelle loro competenze tecnologiche. 

Secondo dei ricercatori del Nebraska, l’Open Innovation è il terzo step di un percorso iniziato negli ultimi due decenni. Il mondo sarebbe passato da una prima fase di Innovation 1.0, che coincide con quella che tradizionalmente viene definita “Closed Innovation” ossia  la tendenza  di mantenere alte barriere con il mondo esterno all’azienda, mantenendo tutto internamente, dalla produzione alla Ricerca & Sviluppo, realizzando dunque innovazioni interne che poi venivano lanciate sul mercato, ad un secondo step di Innovation 2.0 o innovazione collaborativa durante la quale le aziende si sono rese conto che chiudersi e fare tutto da soli non era più sostenibile ed era quindi divenuto fondamentale per la competitività trovare partner con cui scambiare le competenze. Da qui si è poi passati all’Open Innovation dove l’apertura delle aziende è stata più’ estesa e trasversale. Le aziende hanno dunque aperto la collaborazione per lavorare con una rete sempre più’ ampia di fornitori, clienti e partner con modelli di lavoro sempre più’ flessibili.

Se oggi questo sembra essere quasi una scelta obbligata, un paradigma per la competitività, solamente nel 2012 secondo un sondaggio di Manageritalia, riportato in un articolo de La Repubblica, rivelava che più’ del 50% di manager intervistati (un totale di 1.294 dirigenti italiani) non era allora disponibile a collaborare con i concorrenti per sviluppare innovazione e il 31,4% era scettico di fronte alla possibilità di creare comunità professionali aperte alla partecipazione di soggetti esterni.

Al di la del concetto di Open Innovation, si instaura quello di Co – Innovation o Cross – Innovation:

La co-innovazione è un paradigma dell’innovazione dove nuove idee e approcci provenienti da risorse interne ed esterne sono integrate in una piattaforma per generare nuovi valori e beni condivisi da tutti gli stakeholders, compresi i consumatori. Si basa sul coinvolgimento, la co-creazione e sull’esperienza. (Sang M. Lee, David L. Olson e Silvana Trimi)

Secondo le previsioni per il 2017 del Senior Director Innovation Strategy & Programs di CISCO, la co-innovazione anche tra competitors che si alleano per un progetto comune, sarà destinata a crescere e diventerà il nuovo trend e che solo le aziende più’ smart capiranno che l’innovazione può arrivare da qualsiasi parte.

La sinergia tra interno ed esterno, tra azienda, fornitori, clienti, concorrenti e altre enti esterni come Università e Centri di Ricerca è quindi un must per poter essere competitivi nel mercato di oggi e un traguardo a cui dovrebbero tendere tutti. E qui le grandi aziende hanno forse da imparare dalle start-up innovative che stanno aumentando di giorno in giorno.

 

Silvia Marvulli

Laureata in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, inizia il suo percorso professionale nel 2006 come ricercatrice per l'Istituto di Tecnologie Industriali e Automazione del CNR dove collabora e partecipa a diversi progetti europei. Nel 2010 diventa consulente in ambito finanza agevolata occupandosi di scouting delle opportunità di finanziamento di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, predisposizione delle proposte progettuali, rendicontazione e gestione dei progetti fino alla loro conclusione. Nel 2016 consegue un Master in Europrogettazione presso la Venice International University.

More Posts

Follow Me:
TwitterLinkedIn

Condividi


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.