Innovazione e Strategia

Innovazione e Strategia

L’innovazione è un’arma competitiva fondamentale per la crescita economica. Non può essere pero’ un evento “eccezionale” bensì deve essere pianificata e perseguita sistematicamente.

La strategia di un’azienda ruota attorno alla sua value proposition. Più quest’ultima acquista valore più l’azienda otterrà vantaggio competitivo sul suo mercato di riferimento. Per fare ciò la strada da intraprendere non può prescindere dall’innovazione: innovare significa aumentare valore alla propria value propositiondiminuendo i costi e incrementando il valore non monetario per il cliente.

L’innovazione della propria value proposition può definirsi innovazione strategica in quanto impatta direttamente sul posizionamento competitivo, ridefinendo:

  1. i target di clientela sia geograficamente che in termini di segmenti di mercato;
  2. la propria offerta di prodotti / servizi, analizzando i bisogni del mercato e agendo sulle prestazioni, la personalizzazione, etc.;
  3. i propri canali distributivi e i servizi ad essi associati;
  4. i costi della propria offerta.

Tale innovazione deriva però dall’insieme di due altre tipologie di innovazione: l’innovazione organizzativa e l’innovazione tecnologica. La prima permette di “liberare lo spirito di iniziativa imprenditoriale diffuso nell’organizzazione e contribuisce ad integrare nella strategia aziendale le spinte innovative che provengono dal basso”. La seconda impatta sulla creazione di prodotti e servizi nuovi a costi minori, a più alta qualità e con maggiori prestazioni.

Le innovazioni organizzative creano il contesto comportamentale in cui le innovazioni strategiche si sviluppano, favorendo comportamenti attivi ed imprenditoriali, selezionando e sostenendo lo sviluppo di progetti innovativi e contribuendo ad integrarli nella strategia dell’impresa. Senza innovazioni organizzative non si sviluppano innovazioni strategiche. L’innovazione organizzativa può riguardare variabili HARD (struttura organizzativa) o SOFT (i meccanismi operativi).

Le imprese che vogliono competere nel mercato globale hanno necessità di sviluppare un ambiente di lavoro, una cultura aziendale che incoraggi e ricompensi la creatività innovativa di tutti i dipendenti. Se l’impresa vuole essere veramente competitiva deve riuscire a creare un ambiente di lavoro nel quale l’intera forza lavoro partecipi e contribuisca alla pratica innovativa. Realizzare una “strategia continua dell’innovazione” richiede un ambiente di lavoro in grado di offrire motivazioni e stimoli a tutto il personale dell’impresa. In questa ottica l’innovazione diviene una metodologia che sistematizza, mette in pratica e valuta adeguatamente le proposte innovative di tutto il personale.” (“Imprese: la strategia vincente è l’innovazione ”, di Oliviero Tronconi)

Le innovazioni tecnologiche possono essere di prodotto o di processo e di tipo incrementale/rafforzative (migliorano i processi produttivi e la filiera di attività dell’impresa, contribuendo a rafforzarne ed espanderne il mercato) o radicale/trasformative (producono un cambiamento radicale, che trasforma il quadro di mercato in cui l’impresa si colloca). In aggiunta, a seconda che riguardino l’intero prodotto/processo o una parte di esso, si distinguono in architetturali o modulari. Le innovazioni tecnologiche possono essere valorizzate strategicamente per incrementare il valore non monetario per il cliente (nuovi prodotti/servizi, nuove tecnologie, nuove funzioni, etc.) oppure possono impattare sulla riduzione dei costi a parità di qualità del prodotto/servizio (nuovo design con minori componenti, accorpamento attività, nuove tecnologie produttive, etc.).

Per aumentare il valore della value proposition e quindi migliorare il posizionamento competitivo dell’azienda, i tre livelli di innovazione devono essere strettamente interconnessi.

Recentemente, parlando di innovazione, si sono individuati tre nuove paradigmi:

  1. Innovazione come sistema modulare dove nascono piattaforme che trasformano l’innovazione in complesse evoluzioni di tipo architettonico.
  2. Innovazione come interazione con i clienti, in cui le innovazioni sono il risultato di un processo di interazione e apprendimento tra innovatori ed i clienti più aperti alle novità, il cui coinvolgimento è essenziale per lo sviluppo di nuovi prodotti/servizi.
  3. Innovazione come ecosistema, in cui le innovazioni emergono dagli ecosistemi, e sono raramente il lavoro di singole imprese.

Si può quindi definire un’impresa innovativa un’impresa che è in grado di ridefinire costantemente il proprio posizionamento strategico grazie alla capacità di generare innovazioni organizzative e di valorizzare le conoscenze tecnologiche. Le imprese innovative raggiungono performance superiori competitive e reddituali, anticipando l’evoluzione del settore individuando nuovi bisogni da soddisfare o stimolando l’emergere di bisogni latenti, innescano processi di trasformazione del settore quando le loro strategie innovative diventano dominanti e sono limitate dai concorrenti.

Nei diversi settori industriali ciascuna fase del ciclo di vita è dominata da un certo tipo di innovazione, anche se strategie diverse possono coesistere. La capacità di riconoscere e di eseguire la strategia di innovazione più appropriata al contesto è una capacità competitiva fondamentale.

 

Fonti:

1.“Innovazione strategica e crescita profittevole”, Carmine Garzia, Center for Entrepreneurship and Family Firms Università della Svizzera Italiana.

2. Strategie di innovazione per la crescita, PMI.it.

3. Imprese: la strategia vincente è l’innovazione, Olivero Tronconi, http://www.complexlab.it

 

Silvia Marvulli

Laureata in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, inizia il suo percorso professionale nel 2006 come ricercatrice per l'Istituto di Tecnologie Industriali e Automazione del CNR dove collabora e partecipa a diversi progetti europei. Nel 2010 diventa consulente in ambito finanza agevolata occupandosi di scouting delle opportunità di finanziamento di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, predisposizione delle proposte progettuali, rendicontazione e gestione dei progetti fino alla loro conclusione. Nel 2016 consegue un Master in Europrogettazione presso la Venice International University.

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