Strumento Resto al Sud, le novità del Decreto Rilancio

Strumento Resto al Sud, le novità del Decreto Rilancio

Il Decreto Rilancio di Maggio ha introdotto importanti novità sullo strumento Resto al Sud di Invitalia e della sua estensione Resto Qui per le zone del cratere sismico del Centro Italia.

In questo articolo riassumiamo tutte le caratteristiche principali di tale strumento.


Chi può presentare domanda per lo strumento Resto al Sud?

Possono presentare domanda sullo strumento Resto a Sud i giovani sotto i 46 anni che:

  • siano residenti nelle 8 regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia o nei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria) oppure trasferiscono la residenza in queste aree entro 60 giorni (120 se residenti all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria;
  • non abbiano un rapporto di lavoro a tempo indeterminato;
  • non siano titolari di altre imprese attive;
  • che non abbiano beneficiato di altre agevolazioni negli ultimi tre anni.

Non ci sono limiti di età per i 24 Comuni compresi nelle aree del cratere sismico del Centro Italia nei quali più del 50% degli edifici è stato dichiarato inagibile.
Inoltre, fino al 31/12/2020 può presentare domanda chi era in possesso del requisito anagrafico (under 46) alla data del 01/01/2019.

Possono presentare la domanda singoli giovani o gruppi di giovani che, successivamente alla data del 21 giugno 2017, si sono costituiti o si costituiranno rispettivamente in ditte individuali o società, anche cooperative.


Quali progetti possono partecipare sullo strumento Resto al Sud?

Sono ammissibili sullo strumento Resto al Sud attività imprenditoriali in tutti i settori, ad eccezione delle libere professioni e del commercio, da avviarsi successivamente alla presentazione della domanda. Nello specifico sono finanziabili:

  • interventi per la ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa)
  • nuovi impianti, attrezzature, macchinari 
  • programmi informatici e servizi TLC (tecnologie per l’informazione e la telecomunicazione)
  • altre spese utili all’avvio dell’attività (materie prime, materiali di consumo, utenze e canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative nel limite del 20% massimo del programma di spesa)

Non sono ammissibili le spese di progettazione, le consulenze e quelle relative al costo del personale dipendente.

In aggiunta, consulenza e assistenza gratuita sarà offerta da enti accreditati presso Invitalia.

Il finanziamento massimo è di 60.000 euro per ogni richiedente fino ad un massimo di 200.000 euro nel caso di più richiedenti (già costituiti in società o prossimi alla costituzione).


Quali sono gli incentivi previsti?

Le agevolazioni dello strumento Resto al Sud sono erogate in regime di de minimis fino alla copertura del 100% delle spese e secondo le seguenti modalità:

  • contributo a fondo perduto pari al 50% del programma di spesa;
  • finanziamento bancario per il restante 50% concesso da un istituto di credito che aderisce alla convenzione tra Invitalia e ABI. Il finanziamento bancario è garantito dal Fondo di Garanzia per le Pmi e deve essere restituito in 8 anni di cui due di preammortamento.
  • contributo che coprirà gli interessi.

Novità

Inoltre, le imprese possono accedere ad un ulteriore contributo a fondo perduto a copertura del fabbisogno di circolante:

  • 15.000 euro per le attività svolte in forma di ditta individuale o di libera professione esercitata in forma individuale
  • 10.000 euro per ogni socio, fino ad un massimo di 40.000 euro, per le attività esercitate in forma societaria

Tuttavia, tale contributo é erogabile a condizione di aver completato il programma di spesa ammesso alle agevolazioni e di essere in regola con il pagamento delle rate del finanziamento bancario e con gli adempimenti previsti dalla normativa.


Iter di valutazione

Le domande di Resto al Sud vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo.


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Silvia Marvulli

Laureata in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, inizia il suo percorso professionale nel 2006 come ricercatrice per l'Istituto di Tecnologie Industriali e Automazione del CNR dove collabora e partecipa a diversi progetti europei. Nel 2010 diventa consulente in ambito finanza agevolata occupandosi di scouting delle opportunità di finanziamento di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, predisposizione delle proposte progettuali, rendicontazione e gestione dei progetti fino alla loro conclusione. Nel 2016 consegue un Master in Europrogettazione presso la Venice International University.

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