Cosa sono le start-up e le start-up innovative

Cosa sono le start-up e le start-up innovative

Ormai si leggono ovunque i termini “start-up” e “start-up innovative”, anche in relazione a finanziamenti, innovazione, acquisizioni di imprese e operazione finanziarie tipo il crowdfunding. Ma cosa sono? Diamogli brevemente una definizione.

Secondo Steve Blank, noto imprenditore che nasce nella Silicon Valley e che ha sviluppato il metodo del Customer Development, una start-up è “un’organizzazione:

  • temporanea,
  • che ha lo scopo di cercare un business model
  • scalabile e
  • ripetibile.”

Cosa vogliono dire questi termini?

  1. temporanea: perchè lo stato di start-up deve essere una fase transitoria in quanto il suo percorso è quello di diventare una grande impresa;
  2. cercare un business model: è insito nel concetto di start-up il fatto di dover “sperimentare” per trovare la sua strada e il suo percorso di crescita, innovando;
  3. scalabile: deve operare in grandi mercati per avere possibilità di crescita;
  4. ripetibile: i suoi processi (es. di vendita) devono poter essere replicati.

Le start up solitamente sono molto rischiose in quanto tante  le variabili che potrebbero andare storte sono molteplici e gli  gli scenari che potrebbero presentarsi sono diversi. Dall’altro lato, se di successo possono portare ad un livello di profitti estremamente elevato.

Quando una start-up viene definita innovativa?

La legge 221/2012 disciplina la definizione di “start-up innovativa” come una società di capitali che:

  • è stata costituita da meno di 60 mesi (5 anni)
  • ha la sede principale  in Italia, o in altro Paese Ue, ma con almeno una filiale o sede produttiva in Italia
  • ha un fatturato annuo che, a partire dal secondo anno di attività, non supera i 5 milioni
  • non distribuisce e non ha distribuito utili
  • ha come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi a elevato valore tecnologico
  • non è costituita da fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda
  • possiede almeno una di queste tre caratteristiche:
  1. almeno il 15% del dato maggiore tra fatturato e costi annui è destinato a ricerca e sviluppo;
  2. la manodopera complessiva è costituita per almeno un terzo da dottorandi, dottori di  ricerca o ricercatori, oppure per almeno due terzi da soci o collaboratori in possesso di laurea magistrale;
  3. l’impresa è titolare di un brevetto registrato o di un software originario registrato.

Per le start-up innovative sono previste delle agevolazioni dedicate, come ad esempio delle agevolazioni fiscali o delle semplificazioni legate alla registrazione al registro delle imprese.

Silvia Marvulli

Laureata in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, inizia il suo percorso professionale nel 2006 come ricercatrice per l'Istituto di Tecnologie Industriali e Automazione del CNR dove collabora e partecipa a diversi progetti europei. Nel 2010 diventa consulente in ambito finanza agevolata occupandosi di scouting delle opportunità di finanziamento di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, predisposizione delle proposte progettuali, rendicontazione e gestione dei progetti fino alla loro conclusione. Nel 2016 consegue un Master in Europrogettazione presso la Venice International University.

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